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Tisana digestiva e depurativa

9,00

Peso: 100 grammi
Erbe selezionate dei frati Cistercensi – Brasiliani

Descrizione

Tisana digestiva e depurativa

Coadiuvante (aiutare): per disintossicare il fegato e il tratto gastrointestinale.
Berne tre bicchieri al giorno.
Qual è la composizione della tisana depurativa e digestiva?

  • carciofo,
  • agrimonia,
  • tarassaco,
  • bosso,
  • mandarino,
  • fumaria,
  • rabarbaro,
  • rapontico,
  • rosmarino,
  • e altre erbe selezionate appositamente con criterio in questa confezione.

Cattiva digestione?

Usa la tisana digestiva e depurativa.
Quando il fegato è sovraccarico si ha cattiva digestione.
Indigestione, dolore addominale, stitichezza o flatulenza possono essere sintomi di problemi al fegato.
Irritabilità, acne, aumento di peso, calcoli biliari, stanchezza estrema, mal di testa, unghie pallide, gonfiore e nausea sono alcuni fattori scatenanti che ti indicano di purificare il fegato.
Il fegato è l’organo che elabora le impurità che mangiamo.
Il fegato scompone i grassi e si sbarazza delle tossine.
Gli ormoni e le tossine indotti dallo stress a causa della carenza di nutrienti sovraccaricano il fegato.

Il fegato è uno degli organi più importanti del tuo corpo.
Ha la grande capacità di rigenerarsi, ma è anche uno degli organi che soffre di più a causa di una cattiva alimentazione, abitudini tossiche ed emozioni negative.
Quando depurare il fegato?
Dopo assunzione antibiotici, quando hai esagerato con alimenti pesanti.
Problemi alla epidermide, pruriti.
In caso di difficoltà digestive, per migliorare l’attività intestinale, con scarsa energia e stanchezza ricorrente: depurando il fegato favorisce l’attività metabolica.
L’apparato digerente è costituito dal tratto gastrointestinale, chiamato anche tratto gastrointestinale o tratto digerente, e da fegato, pancreas e cistifellea.
Il tratto gastrointestinale è una serie di organi cavi uniti in un lungo tubo tortuoso dalla bocca all’ano.
Gli organi cavi che compongono il tratto gastrointestinale sono la bocca, l’esofago, lo stomaco, l’intestino tenue, l’intestino crasso e l’ano.
Il fegato, il pancreas e la cistifellea sono gli organi solidi dell’apparato digerente.

Perché il carciofo?

CARCIOFO : Cynara cardunculus L. ssp. scolymus (L.) Hayek Composite
Il carciofo nella tisana digestiva e depurativa.
Il carciofo non fu mai trovato allo stato spontaneo ed è da ritenere un prodotto ottenuto per selezione e incrocio con il cardo.
Il botanico Moris dichiara, infatti, di aver ottenuto da esso delle forme identiche al carciofo.
Gli antichi non conoscevano questo prodotto, bensì il cardo.
Il cardo è una pianta che raggiunge, a volte, anche i due metri di altezza ed è perenne; ha radici a fittone e foglie spinose e lunghe fino a mezzo metro.
L’infiorescenza è simile a quella del comune carciofo, compresi i semi.
Si riproduce per seme ed è coltivato un po’; ovunque, soprattutto nell’Italia centro-meridionale.
Il vero carciofo al contrario è coltivato per i capolini (carciofi) costituiti da grosse squame di colore verde violaceo e giallognolo, terminanti in alcune varietà con una spina (carciofo di Liguria).
Il capolino o carciofo contiene acqua, sostanze azotate, grassi, idrati di carbonio, cellulosa, molto ferro e calcio.
Ha notevole valore alimentare, è indicato per le persone deboli, anemiche e per i bambini.
La parte medicamentosa sono le foglie basali della pianta, che contengono cinarina, inulina, ossidasi, cinarasi, proteasi (enzimi), tannino, potassio, magnesio e tracce di ferro e manganese; esercitano azione tonica, stomatica, diuretica, colagoga, epatoprotettiva, ipocolesterolemizzante ed ipoglicemicizzante.
Sono impiegate in tutti i disturbi del fegato, contro la gotta, l’;arteriosclerosi, i reumatismi, le malattie dei reni e della pelle, il diabete e il colesterolo di origine epatica.
Il carciofo lo trovi in questa tisana digestiva e depurativa.

Come si usa?

Mettere una manciata di foglie essiccate in un litro d’acqua e far bollire per 5 minuti.
Berne da 2 a 3 bicchieri al giorno.
Si ottiene da due manciate di foglie essiccate in un litro di vino a macero per 10 giorni.
Bisogna berne un bicchierino dopo i pasti.
Tintura, vino e decotto per le disfunzioni epatiche e biliari, contro reumatismi, artrite e gotta.
Il decotto viene consigliato per impacchi e lavaggi in caso di pelle del viso stanca e impura; l’assunzione del carciofo sia nell’alimentazione che come tisana aiuta a mantenere una pelle luminosa.
In cucina vengono utilizzati il fiore e le brattee che lo circondano come verdura sia cruda che cotta; crudo è consigliabile soprattutto nella dieta di anemici e rachitici per l’alto contenuto in ferro.
Questa tisana digestiva e depurativa ti ridona la vita.
AVVERTENZE: Se viene usato cotto come verdura, il carciofo deve essere consumato subito.
Poiché ricco di sostanze amare, se ne sconsiglia l’uso alle donne che allattano.

Digestivo al carciofo

20 foglie di carciofo, 1 sommità fiorita di achillea,
2 chiodi di garofano, 4,5 DL di brandy, 4,5 DL di vino bianco secco.
Lasciate macerare per 2 giorni le foglie di carciofo, la sommità fiorita di achillea e i chiodi di garofano nel brandy, in un vaso a chiusura ermetica che agiterete almeno 2-3 volte al giorno.
Unite poi il vino bianco secco e ripetete l’operazione per altri 2 giorni, dopodiché filtrate e imbottigliate.
Attendete almeno 4 mesi prima di servire questo amaro digestivo che raccoglie in sé tutte le virtù del carciofo, pianta che contiene un principio amaro (la cinarina) prezioso per la sua azione epato-renale.

Perché Agrimonia?

L’agrimonia è una pianta erbacea e perenne, irsuta, con fusto eretto e semplice, alto dai 30 ai 60 cm.
Le foglie, munite di grandi stipole foliacee, sono pennatosette di color verde e cinerino, grossolanamente dentate.
I fiori sono piccoli, di colore giallo, disposti in lunga spiga.
I frutti sono fomiti di setole uncinate.
La pianta in Italia, è presente dalle coste alla fascia subalpina, nei luoghi erbosi, tra le siepi, nei boschi e lungo le sponde dei canali.
Nella tisana digestiva e depurativa è un elemento essenziale.
Conosciuta dai Greci e dai Romani, era impiegata contro le malattie del fegato e come antidoto ai veleni.
Dell’agrimonia si usa tutta la pianta, che si raccoglie al momento della fioritura, si essicca all’ombra e si conserva in sacchetti di carta.
Oggi sia la tradizione popolare che quella erboristica officinale attribuiscono all’agrimonia molteplici proprietà.
Quali sono le proprietà?
coleretiche (attiva la produzione della bile) e colagoghe (attiva il versamento della bile contenuta nella cistifella).
Ipocolesterolemizzanti ed ipoglicemizzanti, astringenti, antidiarroiche e cicatrizzanti.
È impiegata inoltre nella cura delle coliche epatiche ed intestinali, nelle indigestioni, quindi molto utile la tisana digestiva e depurativa, nelle emicranie e quale coadiuvante anche nelle affezioni reumatiche ed allergiche.

Come si usa?

Infuso:
Mettere una manciata di pianta essiccata e sminuzzata in mezzo litro di acqua bollente e filtrare dopo 20 minuti.
Berne tre bicchieri al giorno.
Tintura vinosa:
Porre una manciata di pianta abbondante a macerare in un litro di vino bianco per 10 giorni.
Berne tre bicchierini durante la giornata.
Uso esterno:
Fare bollire una manciata di pianta fresca per 15 minuti.
Filtrare e  aggiungere due cucchiaiate di miele per ogni tazza.
Serve per fare gargarismi nelle affezioni della bocca e della gola, nonché nelle forme di angina.
Uso esterno con vino rosso:
Bollire in un litro di vino rosso due manciate di foglie essiccate per 5 minuti; lasciare poi riposare fino a raffreddamento.
Si utilizza per lavare  le ulcere, le varici e qualsiasi piaga.

Perché il Bosso?

Anche il bosso è nella tisana digestiva e depurativa.
Una pianta poco conosciuta, ma di una potenza straordinaria.
Habitat:
il bosso è originario dell’Europa meridionale e occidentale (in particolare dei paesi del Mediterraneo), dell’Asia occidentale e del Nord Africa, ma la pianta è ora coltivata in tutto il mondo.
Descrizione:
Il bosso è un arbusto o alberello sempreverde (il nome della specie “sempervirens” significa “sempre verde”) che appartiene alla famiglia Buxacece. Di solito cresce fino a 12 o 15 piedi quando viene lasciato indisturbato.
La pianta ha un fitto apparato radicale, che forma una rete di sottili radici gialle. Il tronco ha corteccia bruno-giallastra e rugosa.
I rametti o rami sono densamente fogliati e le foglie sono verde scuro, ovate, lisce, spesse e coriacee.
Quali sono le proprietà del bosso? 3
Fegato – colagogo: disturbi epatici
Pelle, cuoio capelluto – depurativo, ricostituzione di tessuti sani: eczema,
orticaria, acne, psoriasi
Sistema nervoso – sedativo: nervosismo, convulsioni
Antisettico: ulcere alle gambe
Purgante, lassativo. Antireumatico. Febbrifugo.
Il bosso è contenuto nella tisana digestiva e depurativa

Quali sono gli usi popolari?

Reni:
malattie reumatiche croniche, gotta
Genitali:
sifilide
Polmone:
infezione delle vie respiratorie, pleurite, emottisi
Fegato-colagogo (attiva il versamento della bile contenuta nella
cistifella):
infiammazione dei dotti biliari.
Febbrifugo, sudore, depurativo, purgante, lassativo, trattamento dell’artrite.

Quale uso e dosaggio?

Sono principalmente le foglie e la corteccia che vengono utilizzate in erboristeria.
Infuso o decotto – purgante:
da 30 a 60 g di corteccia, foglie o legno tritato ed essiccato per litro di acqua bollente.
Lasciate in infusione per 10 minuti.
Prendi 1 tazza prima di ogni pasto.
Foglia in polvere – lassativo:
da 2 a 4 g nel miele, nel vino o in un infuso aromatico.
Lozione – Azione benefica sul cuoio capelluto:
macerare 50 g di foglie tagliate finemente per 15 giorni in mezzo litro di alcool a 45 °.
Filtrare, aggiungere qualche goccia di lavanda.
Applicare la lozione direttamente sul cuoio capelluto.

Perché il rosmarino? nonostante la tisana digestiva e depurativa.

Nella tisana digestiva e depurativa non poteva mancare il rosmarino.
Il rosmarino, oltre a essere coltivato, si trova anche allo stato spontaneo specialmente lungo la costa adriatica.
Il nome latino “rosrnarinus o ros-marinus”; si riferisce alla rugiada marina per il colore celeste dei fiori, che ricorda appunto quello del mare.
È coltivato sia per l’aroma delle sue foglie, usate in cucina che per il suo impiego in medicina.
La pianta si riproduce per talea e predilige i terreni asciutti e soleggiati, ma teme il freddo eccessivo.

Il rosmarino agisce sul sistema nervoso, stimola gli astenici, rinforza la memoria debole, tonifica il cuore e dà vigore alle persone depresse.
Inoltre il rosmarino è indicato contro l'epatite cronica, la colicistite, la congestione epatica, l’ittero e la litiasi biliare.
Non poteva mancare nella tisana digestiva e depurativa, perché è un’ottima sinergia con le altre erbe, che formano un composto veramente unico.

Quali sono le altre proprietà del rosmarino?

Ricco di olio essenziale (pinene, canforene, limonene) è stimolante, tonico, Stomachico  ( Che migliora e fortifica la funzionalità dello stomaco ).
Favorisce le funzioni gastriche. Antispasmodico: calmante delle contrazioni muscolari, anche delle fibre muscolari lisce degli organi interni.
Eupeptico: Di sostanza che aumenta l’appetito e facilita la digestione.

Come si usa? C’è anche la tisana digestiva e depurativa

Contro la stanchezza psicofisica si consiglia un bagno tiepido nella cui acqua sia stata bollita una buona dose di rosmarino: l’effetto che produce è quello di un notevole rinvigorimento generale e di un benefico senso di giovanile elasticità.
Non usare la tisana digestiva e depurativa, sarebbe sprecata.
Tintura vinosa:
Una manciata di foglie fresche fatte macerare in un litro di vino bianco per otto giorni e preso a bicchierini prima dei pasti è corroborante, tonifica il cuore e rinforza la vista.
Nel cibo, infuso e vino per agevolare la digestione, per spasmi ventrali, vertigini; inappetenza, esaurimento psicofisico.

Per uso esterno:

Impiastro: una buona manciata di foglie fresche cotte nell’olio o burro, è un buon rimedio per il reumatismo articolare, per le slogature, le contusioni e la dermatosi in genere.
Tintura: in risciacqui per il mal di denti e frizioni contro i dolori reumatici e mal di testa.
Infuso: mettere una manciata di foglie in un litro d’acqua bollente; lasciare riposare per 10 minuti; berne tre bicchieri al giorno dopo i pasti.
L’infuso unito all’;acqua del bagno ha un benefico effetto stimolante (per alcuni addirittura afrodisiaco se mescolato a menta e salvia).
Vapore:
Vaporizzazioni con l’infuso concentrato per combattere le rughe e ringiovanire la pelle.
Hai notato come può aiutare il fisico questa tisana digestiva e depurativa, con solo le 4 erbe esposte in questo scritto.

AVVERTENZE: Controindicato alle donne in gravidanza.

Come usare rosmarino in cucina?

Bruschetta rustica al rosmarino:  fantastica.
Una fetta di pane casareccio o integrale. 1/2 bicchiere scarso di latte.50 g di mozzarella fresca.1cucchiaio di olio extravergine d’oliva, abbondante rosmarino fresco, 1 pizzico di sale.
Versate il latte in un padellino e fatevi sciogliere a fuoco assai moderato la mozzarella sminuzzata.
Abbrustolite leggermente la fetta di pane, trasferitela su un piatto, bagnatela con l’olio, versateci sopra la mozzarella sciolta, spolverate con abbondante rosmarino tritato e condite con un pizzico di sale.

Borlenghi: Speciale.
500 g di farina, 1 uovo, strutto, 300 g di lardo, rosmarino, aglio, sale.
Mettete la farina in una terrina e incorporate lentamente un uovo, poco sale e tanta acqua quanta ne occorre per ottenere una pastella abbastanza liquida.
Ungete di strutto una padella di ferro, scaldatela sul fuoco e versate una piccola quantità di pastella; cercate di ottenere una frittatina larga e sottile che capovolgerete per cuocerla anche sull’altro lato.
Condite i borlenghi con un battuto dì lardo, aglio e rosmarino; ripiegateli e serviteli caldi.
Mangia tranquillamente poi ci pensa la tisana digestiva e depurativa.

Patate al rosmarino: Che delizia.
5-6 patate di media grandezza, 2-3 spicchi d’aglio, 2 rametti di rosmarino, 1 /2 bicchiere di olio extravergine di oliva, brodo quanto basta, sale, pepe.
Lavate bene le patate e mettetele a lessare in una pentola d’acqua fredda, aggiungendo un cucchiaino di sale per ogni litro di acqua.
A metà cottura (i denti della forchetta entreranno, ma con difficoltà) scolatele, pelatele, tagliatele a pezzetti piuttosto grossi e fatele rosolare lentamente in una padella con l’;olio, gli spicchi d’aglio, il rosmarino, il sale, il pepe e poco brodo per evitare che attacchino al fondo della padella.
Servitele in tavola calde o tiepide.
Mangia tranquillamente poi ci pensa la tisana digestiva e depurativa.

Minestra di ceci: wow.
200 g di ceci secchi, sale, olio extravergine d’oliva,1 spicchio d’aglio, 1 rametto di rosmarino, 1 cucchiaio di conserva di pomodoro, peperoncino rosso in polvere, 200 g di tagliatelle integrali.
Lavate e lasciate in ammollo i ceci in acqua per 24 ore circa, quindi scolateli e fateli cuocere in acqua rinnovata: dopo aver portato a ebollizione, proseguite la cottura a fuoco moderato e pentola coperta.
Quando i ceci saranno cotti, aggiustate di sale e mettete in un tegamino alcuni cucchiai d’olio, lo spicchio d’aglio e il rametto di rosmarino: non appena l’aglio avrà preso colore, aggiungete la conserva di pomodoro diluita in 1 /2 bicchiere d’acqua calda.
Dalla pentola in cui sono stati cotti, levate quindi circa metà dei ceci e passateli al passaverdure, riversando il passato nella pentola assieme al sugo preparato a parte.
Aggiungete anche del peperoncino in polvere, portate a ebollizione, versatevi infine le tagliatelle e fatele cuocere, così da ottenere una minestra piuttosto densa.

Rosmarino nel pesce.

Trote ai ferri.
1 trota per ogni commensale di circa 200 g cad. salvia, prezzemolo, rosmarino, olio extra vergine d’oliva, sale.
Pulite le trote, lavatele, salatele all’interno e farcite il ventre con un trito degli aromi indicati.
Ponete il pesce sulla griglia spennellando con un rametto di rosmarino bagnato di olio extravergine d’oliva.
A cottura ultimata servite le trote calde appena condite con un filo di olio.

Cozze gratinate.
1 kg di cozze, 1 spicchio di aglio, prezzemolo, pangrattato, olio extravergine di oliva, sale, pepe, rosmarino.
Pulite con cura le cozze e fatele schiudere mettendole al fuoco in un tegame coperto. Dividete i gusci, buttando via quelli vuoti e adagiando quelli con il mollusco su una teglia da forno.
A fine operazione filtrate il liquido lasciato sul fondo e tenetelo da parte.
A parte amalgamate il pangrattato, il prezzemolo e l’aglio tritati, un pizzico di sale, una buona macinata di pepe con l’olio necessario a formare un composto pastoso, con un cucchiaino di questa salsa coprite ciascun mollusco, condite con un filo leggero di olio e infornate in forno caldo per una decina di minuti circa.
Eventuali varianti possono essere: una fettina di mozzarella sopra ogni gratìnatura; del prosciutto cotto tritato unito all’impasto per gratinare; oppure un trito di cipolla e pomodoro fresco.
Alla fine di tutto una spolverata di rosmarino, attenzione pochissimo se fresco.
Mangia tranquillamente poi ci pensa la tisana digestiva e depurativa.

Olio essenziale di rosmarino 

L’olio essenziale di rosmarino si estrae dalle foglie e dalle sommità raccolte in piena estate e fatte essiccare al sole per 8 giorni.
Viene utilizzato per stimolare l’appetito e la digestione (assunzione di 2 gocce mescolate a poco miele prima dei pasti principali); per stimolare la circolazione, alzare la pressione troppo bassa e contrastare l’aumento di colesterolo nel sangue (2 gocce con miele al mattino a digiuno); per alleviare, con frizioni massaggi, i dolori provocati da reumatismi, disturbi articolari e gotta; viene inoltre usato per disinfettare e disinfiammare la pelle.
Sentire sempre il parere del vostro medico con gli oli essenziali.

Grazie per aver letto.

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